Spesso al primo incontro mi trovo di fronte persone stupite. Stupite per il mio modo di pormi, dello spazio in cui li accolgo, di incontrare strumenti di azione mai visti prima…
A volte lo stupore arriva da esperienze pregresse molto diverse, a volte da ciò che si erano immaginati. Di solito l’immaginario (pur non essendo più quello del lettino freudiano) è freddino, asettico, formale o al massimo accogliente “ma non troppo”. Il terapeuta è spesso immaginato compassato, formale, leggermente distanziante. Anche questi fattori possono influire sulla resistenza a concedersi di chiedere aiuto.
Così ho immaginato di poter offrire “una sbirciatina” a quello che potrebbe accadere nel mio studio.
Ho chiesto la collaborazione di un giovane attore (Francesco Gentile) per interpretare una seduta specifica con un paziente avvenuta dopo circa due anni di lavoro insieme. Ciò che potrete vedere nel mio canale you tube è qualcosa che non metto in atto agli inizi, ma quando sento che la persona può essere pronta ad un piccolo salto evolutivo e ha solo bisogno di una piccola spinta.
Un breve riassunto della storia: Marco (il nome è ovviamente di invenzione per proteggere la sua privacy) era arrivato da me con un rapporto profondamente conflittuale con la madre. L’utilizzo della rabbia era costante per coprire dolore e paura. Arrabbiarsi con lei gli permetteva di non sentire l’angoscia di poterla perdere e la tristezza rispetto al fatto che stesse invecchiando.
In questa seduta finalmente può scoprire di poter tornare ad amarla senza il rischio di “bruciarsi”.
Buona visione
