Solitamente si attende l’arrivo del nuovo anno con aspettative “magiche”, come se sostituire un calendario basti da solo a trasformare il proprio destino futuro.
Il 2020 è stato un anno molto importante oltre che difficile e forse il 2021 potrà andare meglio se saremo in grado di fare tesoro di tutto ciò che ci ha insegnato (seppure con modalità molto dure).
Iniziamo ad osservare la più grande delle novità: non potremo attendere il nuovo anno con le modalità solite che prevedevano (per i più) il riversarsi nelle strade o negli spazi aperti alla mezzanotte per far esplodere i propri fuochi artificiali o osservare quelli degli altri, cena senza fine e tanta gente intorno.
Non potremo neanche fare troppi progetti guardando avanti perché siamo ancora immersi in un tempo “d’attesa”, né scambiarci abbracci o abbandonarci a progetti banali.
Il 2019 ognuno di noi ha espresso i propri sogni e dopo neanche due mesi ci siamo ritrovati completamente destabilizzati, come spalmati su una lastra di vetro a guardare la realtà negli occhi come forse non avevamo fatto mai: non possiamo controllare nulla, non possiamo prevedere quasi nulla, aprire gli occhi e vedere quanto la vita sia impermanente, quanto il mondo sia esattamente ciò che, nel suo non poter essere cambiato dall’essere umano, che può solo scegliere di adattarsi al meglio.
Per molti era già un inferno, per tutti oggi sono chiare alcuno nuove leggi: per accedere al nuovo è necessario lasciar morire diverse abitudini.
Durante la pandemia tutti abbiamo scoperto che TUTTO è possibile. Ognuno di noi si è dovuto piegare a qualcosa che credeva impossibile, oppure alcuni hanno perso il loro piccolo paradiso personale rimanendo increduli.
Può essere utile chiederci che cosa portiamo di questo 2020, che segnerà giocoforza, uno spartiacque nella storia umana.
Non abbiamo più certezze, etichette possibili, ideologie indistruttibili…
Il nostro essere “eterni figli” in attesa dell’indicazione della strada da seguire dovrà essere per forza ri-pensato, così come sarà indispensabile abbandonare l’illusione di ripristinare la “vecchia vita”, o sperare in mutamenti magici. Le cose non cambiano per magia.
Probabilmente starete iniziando a chiedervi “quando arrivano gli auguri”, “quando arriva un pensiero ottimista”…
Eccolo: dal mio punto di vista possiamo mettere nuove cose in primo piano.
– La percezione del tempo.

Iniziando a rivedere (o vedere per chi non lo avesse ancora fatto) “Cast away” e trasformando il proprio tempo personale in uno scorrere non automatico di gesti ininterrotti, inevitabili, preconfezionati, bensì in un tempo fatto di attenzione, presenza, percezione totale. Accettare che il tempo è diverso per ognuno di noi, che non esistono persone lente o veloci, che è fondamentale trovare il proprio ritmo e viverci dentro. Un tempo in cui decidiamo di non stravolgere le priorità che sentiamo di volere, un tempo in cui si possa sentire di essere realmente vivi e coscienti di ciò che stiamo vivendo, istante per istante.
Decidere di combattere la tendenza fisiologica del nostro cervello di mandare tutto in automatico, per invece preservare la creatività e la sorpresa di ogni singolo gesto.
– Rieducazione alla sorpresa.

Vi siete mai chiesti come mai la sorpresa (o lo stupore che dir si voglia) sia tra le 7 emozioni conservative?
Perché la sorpresa mantiene attiva la creatività, il pensiero fluido che consente di adeguarsi, come l’acqua, a qualsiasi forma. La sorpresa attiva l’adrenalina e genera curiosità: è l’origine di qualsiasi stimolo.
Da troppo tempo diamo tutto per scontato e ci siamo “fermati” sia rispetto alla ricerca sia rispetto al cambiamento.
Rieducarsi alla sorpresa significa iniziare a dare valore a ciò che già c’è e partire da questo per rilanciare in ogni istante.
Chi si stupisce ha il cuore e la mente aperti e con queste due caratteristiche si diventa veramente nuovi ogni giorno, non solo ogni anno.
Chi vive con stupore conserva il suo bambino interno intatto, capace di vedere la realtà senza farsi fermare dalla paura del rischio.
Chi si stupisce non si lascia atrofizzare da ciò che già conosce, ma lo lascia cadere per vivere ogni istante con la gioia del primo e la consapevolezza che potrebbe essere l’ultimo.
– Conquista dell’Autenticità.

Se per paura di essere feriti continueremo ad indossare le maschere di sempre, nulla cambierà. Per poter cambiare serve prima di tutto gettare a terra le maschere e darci il permesso di vivere ciò che veramente sentiamo nel nostro cuore profondo.
Possiamo continuare anche a dire “sì” quando in realtà vorremmo dire “no”, ma solo se ne saremo consapevoli, solo se sarà una scelta e non un automatismo, potrà essere un’era differente.
– Abolizione della lamentela.

Quando una cosa non mi piace, la cambio. Se non posso cambiarla, cambio io adattandomi ed essa. Lamentarsi serve solo a coltivare un livore nel cuore che in poco tempo diventa tossico, corrosivo.
Tutto ciò che viviamo lo scegliamo, ogni giorno!
La pandemia, come tutte le catastrofi naturali, sono eventi che fanno parte della vita. Nelle nostre mani c’è la possibilità di molto movimento all’interno di ogni cosa e cercare il proprio equilibro è un dovere se vogliamo che le cose vadano meglio.
Cercare finché non trovo il mio equilibrio, cercare con curiosità, sorpresa, e soprattutto fiducia.
Si, perché nella vita ci vuole fiducia: nella vita stessa.
Perché abbiamo difficoltà perché siamo vivi. Se fossimo morti non ne avremmo neanche una.

Questo è il mio modo personale per portarvi i miei auguri.
Vi auguro che possa essere pieno di stupore, creatività, fiducia, autenticità, tempo vissuto.
Buon Anno
Note:
- Nel 1972, Paul Ekman definì l’esistenza di 7 emozioni primarie nell’essere umano (quelle vissute più spesso e in maniera più riconoscibile). Indipendentemente dalla cultura, dalla storia o dalla personalità di ciascuno si manifestano allo stesso modo in ognuno di noi. Sono: Felicità Rabbia Disgusto Disprezzo Paura Tristezza Sorpresa. In letteratura vengono anche definite conservative, in quanto indispensabili alla conservazione della specie.
